Tutti i segreti del Public Speaking emozionale

Tutti i segreti del Public Speaking emozionale

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L’EMOZIONE È LA MOLLA DECISIVA, MA CI VUOLE ANCHE METODO: intervista a Piero Gatti

Gestire una situazione di public speaking e risultare convincenti significa ricordare che l’attenzione del pubblico si conquista nei primi secondi di permanenza sul palco, momenti in cui è fondamentale mettere in primo piano contenuti efficaci, in grado di catturare l’interesse della platea e d’intercettarne desideri e aspettative. Scopriamo insieme a Piero Gatti, esperto in comunicazione efficace, alcuni aspetti utili per gestire un discorso in pubblico ed essere incisivi.

Piero, come si crea la giusta connessione con una platea?

Quando si parla di public speaking si è sempre portati a pensare ad un discorso davanti ad una folla oceanica di una convention, ma questo non capita con grande frequenza. Ogni giorno, invece, succede ad esempio che il cliente ti accolga in una sala riunioni insieme ai suoi collaboratori e che tu debba realizzare la tua performance di presentazione in quel contesto: anche di fronte a 4/5 persone possiamo parlare di public speaking. Situazione molto diversa dalla convention ma, per certi versi, ancor più difficile: nella riunione ristretta arrivano domande serrate, talvolta vere e proprie bordate, che bisogna saper affrontare o magari, empaticamente, anticipare. Per questo io amo parlare di “public speaking emozionale”.

Le emozioni sono quindi la molla decisiva, perché ?

Ogni decisione della nostra vita è preceduta ed accompagnata da uno scatto emotivo determinante. Nel public speaking l’oratore più efficace è quello capace di toccare le corde emozionali del suo pubblico. Il segreto sta nell’allenamento e nella costante preparazione, ma ci sono anche alcuni piccoli trucchi. Ad esempio bisogna innanzitutto porsi una domanda fondamentale: “Cosa voglio che accada ad ogni partecipante dopo che mi ha ascoltato?”. Partire da questa domanda ci aiuterà ad affinare i contenuti in funzione dell’obiettivo che ci siamo prefissati. Una piccola azione ma di enorme portata, troppo spesso trascurata come la capacità di ascolto.

Cosa intendi per capacità d’ascolto?

Può sembrare un paradosso, ma l’abile oratore è prima di tutto un bravo ascoltatore: sa interpretare il proprio pubblico, sentire il momento e coinvolgere con l’utilizzo attento del canale paraverbale e del linguaggio del corpo. È importante conoscere i nostri ascoltatori e percepire le loro aspettative, per modulare il linguaggio durante lo speech, interpretando i feedback e rimanendo “connessi” tutto il tempo.

Cosa può aiutare a fissare i concetti?

Molto spesso i problemi vengono risolti al ristorante e non nella sala riunioni, perché? Semplicemente perché cambia il contesto e, di conseguenza, anche il nostro registro linguistico: a cena si fanno racconti di fatti specifici, si raccontano esperienze concrete ed aneddoti, magari conditi con qualche battuta informale. Ecco, bisognerebbe cercare di inserire, ovviamente tenendo conto del contesto e delle regole che lo governano, un po’ di informalità e di concretezza anche nel nostro modo di interagire nelle riunioni.

Quali sono i motivi per partecipare al tuo corso di public speaking?

Saper parlare in pubblico è un’esigenza di tutti, non solo dei politici o dei top manager. Essere preparati su un argomento non è sufficiente e questo vale per studenti, candidati ai colloqui di lavoro, manager o imprenditori che affrontano spesso riunioni di lavoro con gruppi ristretti. Conta il “cosa diciamo”, ma soprattutto il “come”. Contano la voce, il ritmo, le pause, gli sguardi e il linguaggio del corpo... Ecco perché suggerisco a tutti di partecipare ad un corso di public speaking almeno una volta nella vita. Quindi, se vuoi allenarti intensamente e in modo pratico, rivedere alla moviola i tuoi punti di forza e i tuoi errori, confrontarti con un pubblico che ti restituisce feedback immediati, analizzare decine di casi filmati, capire le regole della comunicazione efficace e applicarle ad una tua personale presentazione, apprendere come scriverla in maniera coinvolgente, misurare in prima persona quanto in due giorni possa migliorare la tua performance, il tutto divertendoti e sentendoti guidato da un master trainer certificato, non esitare ad iscriverti.

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